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Air France vince c'è l' ha fatta ha  inglobato Alitalia  ormai alla frutta.
Tutti pensavano di fala franca ma  l’incubo peggiore si è avverato.
 La riorganizzazione della compagnia di bandiera incomincerà con un riposizianamento su Fiumicino a discapito di Malpensa, con grosse ripercussioni per l’hub varesino e i passeggeri del nord.

Ben quarantacinque rotte verranno tagliate tra gennaio e marzo. Via diciassette voli intercontinentali, diciannove continentali, sfoltiti anche i collegamenti all’interno dell’Italia, spariscono dal tabellone Genova, Firenze, Ancona, Bologna, Perugia e Bolzano. Tagliate fuori l’est Europa, l’Oriente e gran parte degli Stati Uniti. Tutte tratte fondamentali, ma a dire dei nuovi dirigenti poco redditizie, quindi per andare dall’altra parte del mondo, e non solo, bisognerà prima raggiungere Roma o Parigi.

Alcune alternative low cost sono ancora attive, le tratte più frequentate in Europa sono coperte da Volare, mentre Air Italy si è aggiudicata gli slot per Africa e Sud America, ma scende in campo il Governatore Formigoni che chiede di più.

 Molto di più. La lotta contro la decisione di “svendere” del Governo è aperta. Innanzitutto il presidente della regione vorrebbe l’annullamento immediato dell’accordo con Air France e una revisione chiara e trasparente di tutte le altre proposte scartate.

 Se così non dovesse essere allora la Lombardia vuole entrare a pieno titolo nel negoziato con la compagnia parigina pretendendo una moratoria di cinque anni e l’impegno a mantenere le rotte Alitalia sugli aeroporti del nord.

Cinque anni che servirebbero per rimettere in piedi una compagnia alternativa con finanziatori italiani e un piano che favorisca collegamenti con Malpensa.

A stare sulle spine sono anche i dipendenti, la riorganizzazione porta sempre dei tagli poco graditi al personale.

La Sea, società che gestisce gli aeroporti milanesi, teme che i tempi per siglare accordi e patti bilaterali siano piuttosto lunghi e tenere insieme l’operativo in questa situazione di incertezza non è affatto facile. Tutta la politica lombarda ha chiesto al Governo garanzie occupazionali, con risposte laconiche.

Per ora solo parole e richieste, pochi fatti, ma il tempo stringe e tanto per cominciare domenica 20 gennaio la Lega scenderà in piazza per difendere Malpensa.

Fonte: milano.blogosfere

 

 
 

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